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Pubblicata il 14-12-2021


Pianificazione Spaziale Marittima

Il processo di Pianificazione dello Spazio Marittimo (PSM) è una modalità pratica di stabilire una più razionale organizzazione dell’uso dello spazio marittimo e delle interazioni fra i suoi usi, per bilanciare la domanda di sviluppo con la necessità di proteggere gli ecosistemi marini e raggiungere obiettivi sociali ed economici in maniera trasparente e pianificata. Come tale, la PSM è un fattore abilitante fondamentale per uno sviluppo sostenibile dell’economia del mare.

CORILA è impegnato dal 2013 nei processi MSP Europei attraverso i molteplici progetti, conclusi e in corso e Nazionali, in virtù di un accordo quadro sottoscritto col Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile MIMS nel marzo 2020. Detto accordo stabilisce che CORILA, CNR e IUAV, costituenti il cosiddetto “Polo Scientifico (PS)”, debbano supportare lo sviluppo e la redazione dei Piani dello Spazio Marittimo Italiani che sono in capo al Comitato Tecnico (CT), un ampio insieme di soggetti pubblici nominati dal MIMS, in qualità di Autorità Competente.

Il Processo PSM in Italia

In Italia, la pianificazione dello spazio marittimo viene attuata attraverso l’elaborazione, l’adozione e l’implementazione di tre Piani relativi alle tre sotto-regioni di cui alla strategia marina (art. 4 della direttiva 2008/56/UE) ovvero il Mare Mediterraneo occidentale, il Mare Adriatico e il Mar Ionio e Mare Mediterraneo centrale. Tali Piani hanno l’obiettivo di fornire indicazioni di livello strategico e di indirizzo per ciascuna Area Marittima e per le loro sub-aree, da utilizzare quale riferimento per altre azioni di pianificazione (di settore o di livello locale) e per il rilascio di concessioni o autorizzazioni. A seconda delle caratteristiche delle sub-aree e delle necessità di pianificazione, i Piani forniscono indicazioni più o meno dettagliate, sia in termini di risoluzione spaziale che in termini di definizione delle misure e delle raccomandazioni.

I Piani rispondono agli obiettivi per la pianificazione dello spazio marittimo nazionale posti dalla direttiva 89/2014/UE che sancisce la necessità di dotarsi di un Piano intersettoriale capace di coordinare diverse politiche attraverso un unico atto di gestione, che acquisisce il carattere di “piano integrato” e di “piano globale”, idoneo a identificare i diversi usi dello spazio marittimo. I Piani di gestione dello spazio marittimo, pertanto, si pongono come piani sovraordinati rispetto a tutti gli altri piani e programmi capaci di avere effetti sul suo medesimo ambito applicativo – non solo quelli aventi ad oggetto le acque marine, ma anche quelli concernenti attività terrestri che possono avere effetti sulle acque marine.

L’orizzonte temporale di riferimento dei Piani è il 2032, anno nel quale, al più tardi, sarà dovuto un primo aggiornamento, tenendo conto ove possibile e necessario di un orizzonte temporale di più lungo periodo (anno 2050).

La responsabilità di sviluppo e redazione dei Piani è stata affidata dal MIMS, in qualità di Autorità Competente, al Comitato Tecnico (CT), con il supporto del “Polo Scientifico (PS)”, formato da CORILA, CNR e IUAV.

La redazione dei Piani è stata attuata in tre processi paralleli, coordinati e coerenti nelle tre Aree Marittime di riferimento (Adriatico, Ionio-Mediterraneo Centrale, Mediterraneo Occidentale) e si è realizzata in 6 Fasi, nella fattispecie:

Fase 1 – Stato iniziale e trend in atto ed attesi, che ha l’obiettivo di fornire una descrizione sintetica ma esaustiva del sistema ambientale, paesaggistico e degli usi dell’area marittima e dei principali trend in atto, finalizzata a supportare il processo di analisi e di pianificazione;

Fase 2 – Analisi di interazione fra usi e impatti sulle componenti ambientali, che affronta il tema dell’analisi delle interazioni reciproche fra usi del mare e fra usi del mare ed ecosistemi marini, allo scopo di rendere le attività fra loro compatibili ed ecologicamente sostenibili in un orizzonte di medio-lungo periodo;

Fase 3 – Visione e obiettivi strategici, che ha lo scopo di definire una visione e degli obiettivi strategici di indirizzo alla pianificazione, sia a scala nazionale che di Area Marittima;

Fase 4 – Pianificazione di livello strategico, che intende sviluppare la pianificazione di livello strategico sulle Aree Marittime e sue porzioni (Sub-Aree e Unità di Pianificazione), a partire dalla definizione delle visioni ed obiettivi specifici di Fase 3, fino all’indicazione di vocazioni, misure, raccomandazioni e indirizzi a scala locale;

Fase 5 – Metodologia ed indicatori per il monitoraggio e l’adattamento del Piano, che definisce le caratteristiche del Programma di Monitoraggio (PdM) con l’obiettivo di tenere traccia nello spazio e nel tempo dell’efficienza dell’implementazione dei Piani e di proporre eventuali misure migliorative nel caso in cui queste siano valutate necessarie, tramite adattamenti e revisioni di medio o di fine termine dei Piani;

Fase 6 – Attività per il consolidamento, l’attuazione e l’aggiornamento del Piano che mira a definire gli elementi di conoscenza rispetto alla tutela di specie, habitat ed ecosistemi che dovranno essere approfonditi, anche in relazione agli approfondimenti disciplinari necessari per colmare le incertezze o la mancanza di dati informazioni o conoscenze che verranno messi in evidenza per specifiche tematiche o per specifiche aree all’interno delle tre regioni.

I Piani, redatti secondo le Linee Guida nazionali ed in linea con la metodologia operativa che il CT ha sviluppato e adottato, sono inoltre coordinati coi Piani degli Stati membri della UE confinanti e con gli analoghi strumenti di pianificazione degli altri Paesi confinanti, non membri dell’UE.

A partire dal 15 settembre 2022 e fino al 30 ottobre 2022 è aperta ufficialmente la fase di consultazione pubblica dei Piani di gestione dello spazio marittimo italiano.

La documentazione relativa alla Consultazione pubblica PSM è disponibile sulla pagina web del MIMS https://www.mit.gov.it/documentazione/pianificazione-dello-spazio-marittimo e sul “SID il Portale del Mare” (https://www.sid.mit.gov.it/). Ulteriori informazioni sono disponibili sulla pagina web del MIMS dedicata alla Pianificazione dello spazio marittimo: https://www.mit.gov.it/documentazione/pianificazione-dello-spazio-marittimo.

Il Processo PSM in Europa

La Pianificazione dello Spazio Marittimo (PSM) è emersa, a livello globale, come un importante strumento di gestione e regolazione per pianificare i diversi usi del mare e degli oceani, in modo da ottenere sia uno sviluppo sostenibile dell’Economia Blu, sia la salvaguardia a lungo termine delle risorse marine.

Nella PSM, le autorità e i pianificatori collaborano per identificare obiettivi e strategie efficaci di gestione del mare, basandosi sulla protezione dei servizi ecosistemici e la riorganizzazione spaziale delle attività. La PSM è anche riconosciuta come un mezzo utile per rafforzare la collaborazione transfrontaliera ed internazionale.

In Europa, la Direttiva 2014/89/UE, che rappresenta il quadro di riferimento per la pianificazione dello spazio marittimo, stabilisce che gli Stati Membri debbano adottare il proprio piano entro il 2021. Per questo, dal 2016 l’Unione Europea ha supportato la creazione di piani a livello nazionale attraverso il finanziamento di diversi progetti internazionali come:

questi progetti hanno visto il coinvolgimento di CORILA, in taluni casi come coordinatore (SUPREME e ADRIPLAN).

Il Progetto MSP-MED www.mspmed.eu, che sta volgendo ora al termine, si sviluppa a partire da queste iniziative con l’obiettivo di favorire il processo di pianificazione dello spazio marittimo nel Mar Mediterraneo, sostenendo la realizzazione di piani coerenti e coordinati, in linea con gli obiettivi della direttiva MSP. Il progetto raggruppa le istituzioni e alcune delle autorità competenti coinvolte nella realizzazione dei piani di Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta e Slovenia. Per l’Italia, l’Autorità Competente ha indicato CORILA, CNR-ISMAR e l’Università Iuav di Venezia come partner nazionale.

Tra le iniziative cardine portate avanti dal progetto MSP-MED vi sono:

  • Sostenere il lavoro delle autorità competenti per la PSM e/o degli organismi interministeriali nella creazione e nell’adozione di piani di spazio marittimo (in linea con gli articoli 6 e 8 della direttiva PSM).
  • Sostenere lo sviluppo della cooperazione transfrontaliera sulla PSM con gli Stati membri confinanti e i paesi terzi al fine di garantire che i piani di spazio marittimo siano coerenti e coordinati tra le regioni marine interessate (in linea con gli articoli 11 e 12 della direttiva PSM).
  • Fare uso dei migliori dati disponibili e organizzare in modo esaustivo la condivisione delle informazioni necessarie per i piani spaziali marittimi, utilizzando meccanismi e strumenti specifici come INSPIRE ed EMODNet (in linea con l’articolo 10 della direttiva PSM).

La Conferenza finale del progetto “The Mediterranean Sea Space” si svolgerà a Roma il 13 e 14 ottobre presso la sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

CORILA sarà coinvolto nell’implementazione di altri progetti MSP:

  • Il progetto MSP-GREEN (Maritime Spatial Planning as enabler of the European Green Deal) di cui CORILA è il coordinatore, mira a fornire un quadro di riferimento per i piani marittimi come “abilitatori marini” del “Green Deal europeo” (Agenda Verde – AV) indagando il miglior approccio possibile alla Pianificazione Spaziale Marittima per promuovere l’Agenda Verde con riferimento a tutte le fasi della Pianificazione stessa: implementazione, monitoraggio e revisione.
  • Il progetto REGINA (Regions to boost National Maritime Spatial Planning) mira a promuovere la partecipazione delle Regioni (unità di livello 2 nella classificazione NUTS), nonché delle autorità locali e degli stakeholder nel processo di sviluppo ed attuazione della pianificazione dello spazio marittimo nazionale. ·
  • Il progetto REMAP (Reviewing and Evaluating the Monitoring and Assessment of Maritime Spatial Planning) intende fornire agli Stati membri dell’UE un quadro tecnico innovativo per il supporto del processo MSP europeo. In particolare, mira allo sviluppo di strumenti di dati e di modelli e al riutilizzo delle infrastrutture di dati operative, consentendo l’interoperabilità e consentendo agli Stati membri di condividere i dati MSP e le informazioni sulla sua valutazione.

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