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La trasparenza delle acque nella Laguna di Venezia – lockdown COVID-19

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Titolo: COVID-19 lockdown measures reveal human impact on water transparency in the Venice Lagoon
Autore: Federica Braga
Rivista: Science of the Total Environment
Anno: 2020
Parole chiave: sedimenti sospesi, traffico navale, immagini satellitari, laguna di Venezia

Uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di Scienze Marine (CNR-ISMAR) e dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse (CNR-IGG), dal titolo “COVID-19 lockdown measures reveal human impact on water transparency in the Venice Lagoon”, spiega i fenomeni osservati in laguna di Venezia durante il lockdown, analizzando le diverse componenti in grado di influenzare la torbidità dell’acqua. Fra queste, la drastica riduzione del moto ondoso conseguente alla contrazione del traffico acqueo nei canali di Venezia e della laguna, l’assenza di precipitazioni sul bacino scolante, la stagionalità del ciclo di crescita del fitoplancton e l’assenza di onde da vento. Inoltre, in questo periodo, nel centro storico ha inciso anche la diminuzione della quantità di scarichi urbani dovuta alla mancanza del carico turistico che di solito invade la città in maniera pressoché continua.

L’analisi delle immagini satellitari Sentinel-2 del programma europeo Copernicus ha evidenziato i cambiamenti avvenuti, tra i quali la riduzione del traffico acqueo e della torbidità intorno alla città e nelle direttrici più critiche all’interno della laguna, come ad esempio i canali che collegano Venezia con l’aeroporto e le isole minori. Contemporaneamente, si osservano gli impatti dovuti alle attività essenziali che sono proseguite durante il lockdown, quali la pesca dei molluschi sui bassi fondali e il passaggio delle navi commerciali nel canale industriale Malamocco-Marghera.

L’assenza della pressione antropica sull’ambiente lagunare ha offerto ai ricercatori l’opportunità unica di osservare e studiare i processi naturali che condizionano la qualità dell’acqua e di valutare l’impatto delle attività umane negli ecosistemi costieri. L’elevata trasparenza dell’acqua, riportata dai media a metà marzo e quantificata dai risultati di questo studio, è considerata dai ricercatori una condizione temporanea legata alla combinazione di fattori naturali stagionali e agli effetti delle restrizioni per il contenimento dell’epidemia di COVID-19.

Immagini a colori reali del centro storico di Venezia e i canali adiacenti, acquisite dal satellite Sentinel-2 della missione Copernicus, nei giorni 20 febbraio (A) e 19 marzo 2020 (B), prima e dopo l’applicazione delle restrizioni alla mobilità. Il confronto evidenzia una quasi totale riduzione del traffico, tracciato dalle scie delle imbarcazioni, nei canali cittadini e lungo i canali a nord di Venezia, che collegano la città all’aeroporto e alle isole minori.
(Credits: progetto Copernicus)
Mappe di torbidità della Laguna nord derivate dalle immagini satellitari e centrate sul canale che collega Venezia all’aeroporto, precedentemente al lockdown (20 febbraio, A), durante il lockdown in condizioni di relativa calma di vento (19 marzo, B) e in condizioni di vento sostenuto (15 aprile, C). L’elevata torbidità nel canale e nel terminal acqueo dell’aeroporto si riduce marcatamente in seguito al lockdown e alla conseguente diminuzione del traffico. In condizioni di vento sostenuto, la torbidità raggiunge valori elevati anche in assenza di traffico. Sono evidenti in tutte le immagini i pennacchi di torbidità dovuti alla pesca dei molluschi all’interno delle aree in concessione (aree contornate in rosso).
(Credits: progetto Copernicus)

Riferimento bibliografico: Braga, F., Scarpa, G. M., Brando, V. E., Manfè, G., & Zaggia, L. (2020). COVID-19 lockdown measures reveal human impact on water transparency in the Venice Lagoon. Science of The Total Environment, 139612. https://doi.org/10.1016/j.scitotenv.2020.139612

Il lavoro è disponibile al link: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0048969720331326