Le fondazioni lignee degli edifici veneziani

Nell'ambito della ricerca CORILA - Regione del Veneto" Linee guida per gli interventi di consolidamento di fondazioni  basate in palificazioni in legno" diretta dal prof. Biscontin dell'Università Ca' Foscari è stata effettuata nel marzo 2012 una campagna di sondaggi nel sito della chiesa di Santa Maria Maggiore a Venezia.

Il cantiere ha effettuato sondaggi al perimetro della chiesa, e prove penetrometriche sul terreno, al fine di indagare la stratigrafia fondazionale (in particolare le palificate in legno) e le caratteristiche geotecniche del terreno adiacente.
Le indagini sono funzionali a una modellazione complessiva del sistema costruzione-fondazioni-terreno, per la comprensione dello stato di conservazione del legno, importante nella determinazione della stabilità complessiva dell'edificio.
La ricerca è finalizzata alla predisposizione di un protocollo di indagine per lo studio sistematico dello stato di conservazione delle fondazioni degli edifici veneziani, necessario al loro monitoraggio e manutenzione.
 
Le fondamenta degli edifici di Venezia si basano su un sistema complesso composto da legno, acqua e terreno.
La conoscenza dello stato di conservazione della fondazione è importante per conoscere l'influenza sulla statica dell'edificio e la sua stabilità generale.
Le condizioni chimiche, fisiche e biologiche dell'ambiente in cui sono inseriti i pali in legno in linea di principio non sono favorevoli a un rapido deterioramento delle sue proprietà, poiché gli agenti di biodeterioramento (come insetti, funghi, organismi marini) non sono presenti.
Tuttavia, dopo secoli, il legno sottoposto a costante imbibizione, in condizioni di quasi anossia, potrebbe essere deteriorato da batteri anaerobici.
Vi è tuttora una carenza di conoscenze scientifiche sullo stato attuale di conservazione delle fondazioni, ma non trova fondamento il luogo comune che il "palo di legno immerso nel fango dura per sempre...".
Per mezzo di indagini approfondite, è stato possibile trovare la correlazione tra i parametri principali che descrivono l'intero sistema (legno, acqua e suolo): questo è fondamentale per ragionare sullo stato di conservazione delle fondazioni, importante per lo studio della stabilità degli edifici veneziani.
 
Nel cantiere di S. Maria Maggiore sono stati effettuati cinque sondaggi strutturali inclinati sulle fondazioni, per una profondità media di 4 metri, un sondaggio geotecnico per una profondità di 15 metri, e tre prove penetrometriche sul terreno, per profondità tra 3 e 6 metri.
 
Gruppo di ricerca:
 
Prof. Guido Biscontin, Università Ca' Foscari di Venezia, responsabile del progetto.
Dott.ssa Francesca Izzo, Università Ca' Foscari di Venezia.
Dott. Nicola Macchioni, CNR-IVALSA di Firenze.
Dott. Benedetto Pizzo, CNR-IVALSA di Firenze.
Prof. Claudio Modena, Università di Padova.
Prof. Paolo Simonini, Università di Padova.
Ing. Alberto Lionello, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia e Laguna.
Ing. Adriano Ercole, INSULA SpA, Società per la manutenzione urbana del Comune di Venezia.
Arch. Michele Regini, INSULA SpA, Società per la manutenzione urbana del Comune di Venezia.
 
Impresa esecutrice dei sondaggi: SPG Indagini Geognostiche, Adria (Rovigo)
 
Rassegna stampa
 
"Il futuro del passato. Le antiche palafitte fanno il "check-up". Articolo sul Corriere della Sera - Speciale Veneto del 15 marzo 2012, di Giorgia Rozza